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Pizzo Cengalo, Spigolo Vinci Integrale

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Il richiamo del Masino è subdolo, parte da lontano e sale pian piano fino ad esplodere. Quest’estate sono stato in queste magiche valli solo ad inizio stagione col Grek, attraverso la Val del Ferro fino alla Cima del Cavalcorto. Sia io che la Doc abbiamo giorno libero, abbiamo voglia di scarpinare e di non trovare nessuno. Masino Doc? Siì, ma in Allievi io sono appena stata, tu in Ferro, dove andiamo? Nemmeno il tempo di trovare una risposta che ci troviamo a riempire le borracce alla fontanella fuori dalla Gianetti. Dove si va? Integrale del Vinci no? Un viaggione di 700 mt di sviluppo su roccia quasi sempre perfetta e dalla linea incredibile. Tiro dopo tiro, passo dopo passo, guglia dopo guglia ci troviamo in cima al Cengalo sospesi tra le nuvole. Classica visita a Mimmo, birra media come benzina per la discesa e via di corsa verso casa, che qualcuno deve andare a lavorare... Vero Doc? Sempre detto che il Masen è purificatore, non mi sono sbagliato nemmeno questa volta. ...

Ago di Sciora, Spigolo Ovest Integrale

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ATTO I Questa cengia è proprio bella, vista Badile e Cengalo con le loro magnetiche pareti nord. Ogni tanto parte ancora qualche frana dal Cengalo, il rumore dei sassi misto allo scioglimento del ghiacciaio mi porta con la mente a posti e valli lontane, solo immaginate. Toby che dici? Ci facciamo ancora due tiri e poi torniamo qua a dormire? Così domani mattina saliamo veloci sotto la cuspide e ci godiamo le ultime lunghezze, il rientro è lungo. Vibrazione, telefono, messaggio. “Mi sa che è cambiato il meteo, danno temporali forti già domani mattina”. Toby che si fa? Sento Franci, si attiva subito insieme a Riccio e mi confermano l’alta possibilità di perturbazioni forti già dal primo mattino, impensabile andare avanti. Doppia su doppia raggiungo la base della parete, ore 21, cerco un posto dove dormire e domani mattina correre giù. Inizia a grandinare. Corro al rifugio. Mi riparo nel sottotetto e dormo. Mi sveglio e scendo fradicio e sconfitto. Ago 1 – Giacomo 0. A...

Cavalcorto, Via dei Comaschi

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Non fai in tempo a arrivare a San Martino che te lo trovi lì, sparato in fronte, un obelisco di granito come l'occhio di Sauron che sorveglia la Val Masino e i suoi abitanti. Il Cavalcorto è impossibile da non notare, è una di quelle montagne che fanno partire la fantasia come un cavallo a galoppo sognandoti appeso "9000 metri sopra i prati" per davvero. Sulle sue pareti Sud, Sudest e Est vi sono tracciati diversi itinerari, dai più classici fino all'alpinismo sportivo, tutti rimasti abbastanza nel mistero e di cui si trovano poche e saltuarie informazioni. Io e Andre abbiamo salito la "Via dei Comaschi" aperta nel 1953 da P.Bernasconi, M.Bignami, V. Meroni a oggi uno degli itinerari più ripetuti di questa montagna (non fraintendetemi, la coda non la fate!) che sale lungo la parete SE accanto allo spigolo vero e proprio con bellissimi tiri di arrampicata su un granito perfetto, protezioni e soste pressochè assenti e una discreta verticalità. La discesa ...