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Pizzo Matto, Foedus Aeternum

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E già li vedi crescere come me Con quello zaino con su scritto NOFX Con gli stessi occhi che non dormono mai Lo stesso cuore sempre in cerca di guai E con questa musica come malattia Che mi dicevi, "Guarda che quando inizi dopo non va più via" E questa vita non va come vorrei Mentre li guardo e penso che non ci sei Quando si rincorrono giù in mezza la via Quando nessuno vuol far la polizia Quando mi chiedon la canzone che poi Finisce sempre con la stessa domanda "Dove sono gli eroi?" Bull Brigade, Strenght for Life Che la Val Grosina sia un amore piuttosto intenso credo sia chiaro a chiunque capiti tra le pagine di Montagne Proletarie. La vicinanza a casa e la presenza di belle montagne ne fanno un luogo ricco di idee e avventure. A livello puramente arrampicatorio, sono tre le pareti più importanti per sviluppo e qualità della roccia: la Sud del Saoseo, la Sud-Ovest della Viola e la Est del Pizzo Matto. Su quest’ultima, una sola via aveva solc...

Corno di Airale Meridionale, Take your Mama

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E che non basterà una brutta caduta per farti scendere dalla bicicletta Perchè è più forte chi ha imparato a rialzarsi di chi non cade mai, mai, mai Atarassia Gröp, Ad Ogni Passo 10 giugno 2021. Inizio estate, caldo e voglia di giornate lunghe. Le braccia allenate da un mesetto in falesia e la testa che vola verso i mille progetti estivi. Con Lucchi mi trovo alla base di Take Your Mama , pronto a ingaggiarmi sulla placca del primo tiro “da saper navigare”, come dice la relazione dei primi salitori. Non abbiamo molto materiale, così salgo diversi facili metri sprotetti, fin quando la placca cambia carattere e impegno. Trovo una fessura perfetta per un nut, a V precisa, lo incastro e inizio a tirarlo dopo averlo allungato con un rinvio per farlo stare incastrato: un’ottima protezione. Sono su un terrazzino, super tranquillo. Non sento nemmeno il bisogno di tenermi con le mani alla parete. Tira, tira, tira e, in una frazione di secondo, accade l’irreparabile: si st...

Pizzo Gro, Le Ragazze Crescono

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Di tutte le vallate orobico-valtellinesi, la Val Vedello è quella con il maggior concentrato di pareti interessanti per l’arrampicata, con un discreto sviluppo e roccia particolarmente solida. Il Pizzo Gro si inserisce perfettamente in questo contesto, con la sua parete nord: 400 m di bella roccia a picco sulle vecchie miniere di uranio. La storia di questa parete ha inizio nel 1985, quando Dario Rota, insieme ai fratelli Calegari, traccia la “Diretta” lungo l’evidente diedro centrale della parete. Da qui, le visite a questo angolo di Orobia saranno poche. Nel 1986, sempre Dario, con M. Arosio e G. P. Manenti, apre la via “Claudio Carrera”. Nel 2010, P. Arosio e M. Alebardi salgono all’estremità destra della parete “Il Morso dell’U-Ragno”. Arriviamo al 2018, quando Michele Cisana, insieme a Roberto Canini, sale “Le ragazze crescono” lungo una bellissima successione di diedri e fessure sul lato sinistro della parete. Dopo la salita della “Diretta”, qualche anno fa, insieme ad Al...