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Corno di Airale Meridionale, Take your Mama

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E che non basterà una brutta caduta per farti scendere dalla bicicletta Perchè è più forte chi ha imparato a rialzarsi di chi non cade mai, mai, mai Atarassia Gröp, Ad Ogni Passo 10 giugno 2021. Inizio estate, caldo e voglia di giornate lunghe. Le braccia allenate da un mesetto in falesia e la testa che vola verso i mille progetti estivi. Con Lucchi mi trovo alla base di Take Your Mama , pronto a ingaggiarmi sulla placca del primo tiro “da saper navigare”, come dice la relazione dei primi salitori. Non abbiamo molto materiale, così salgo diversi facili metri sprotetti, fin quando la placca cambia carattere e impegno. Trovo una fessura perfetta per un nut, a V precisa, lo incastro e inizio a tirarlo dopo averlo allungato con un rinvio per farlo stare incastrato: un’ottima protezione. Sono su un terrazzino, super tranquillo. Non sento nemmeno il bisogno di tenermi con le mani alla parete. Tira, tira, tira e, in una frazione di secondo, accade l’irreparabile: si st...

Pizzo Gro, Le Ragazze Crescono

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Di tutte le vallate orobico-valtellinesi, la Val Vedello è quella con il maggior concentrato di pareti interessanti per l’arrampicata, con un discreto sviluppo e roccia particolarmente solida. Il Pizzo Gro si inserisce perfettamente in questo contesto, con la sua parete nord: 400 m di bella roccia a picco sulle vecchie miniere di uranio. La storia di questa parete ha inizio nel 1985, quando Dario Rota, insieme ai fratelli Calegari, traccia la “Diretta” lungo l’evidente diedro centrale della parete. Da qui, le visite a questo angolo di Orobia saranno poche. Nel 1986, sempre Dario, con M. Arosio e G. P. Manenti, apre la via “Claudio Carrera”. Nel 2010, P. Arosio e M. Alebardi salgono all’estremità destra della parete “Il Morso dell’U-Ragno”. Arriviamo al 2018, quando Michele Cisana, insieme a Roberto Canini, sale “Le ragazze crescono” lungo una bellissima successione di diedri e fessure sul lato sinistro della parete. Dopo la salita della “Diretta”, qualche anno fa, insieme ad Al...

Concarena, Dove c'era il mare

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Musica, figa e frutti di mare crudi Per me questa è vita, tu dimmi per cosa sudi Faccio i soldi veri oppure ritorno sui marciapiedi Perché penso che la vita è più interessante agli estremi Marracash, Noi no Ormai è sera. Bivacco Baione. Tre piccoli uomini riposano le loro stanche membra. Hanno appena salito la via Cassin in Concarena e ora spettano loro ancora 300 metri di dislivello per raggiungere il Passo delle Blese. Tutta la conca è illuminata dal sole pomeridiano. «Che belle pareti. Chissà perché nessuno ci ha mai fatto nulla?» «Ma figurati te! I Camuni hanno fatto più cose di quelle che dicono. Ormai dovresti saperlo bene.» «Beh, sarebbe bello scalare qua. È un posto proprio mistico.» Quella sera è finita in birre, festeggiamenti e viaggi in auto al limite del consentito, ma il pensiero di quella conca illuminata dalla luce del tramonto era rimasto impresso. Tempo un paio di giorni e contatto Fabio, gestore del Rifugio Lissone e amico, chiedendogli info...