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Ago di Sciora, Spigolo Ovest Integrale

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ATTO I Questa cengia è proprio bella, vista Badile e Cengalo con le loro magnetiche pareti nord. Ogni tanto parte ancora qualche frana dal Cengalo, il rumore dei sassi misto allo scioglimento del ghiacciaio mi porta con la mente a posti e valli lontane, solo immaginate. Toby che dici? Ci facciamo ancora due tiri e poi torniamo qua a dormire? Così domani mattina saliamo veloci sotto la cuspide e ci godiamo le ultime lunghezze, il rientro è lungo. Vibrazione, telefono, messaggio. “Mi sa che è cambiato il meteo, danno temporali forti già domani mattina”. Toby che si fa? Sento Franci, si attiva subito insieme a Riccio e mi confermano l’alta possibilità di perturbazioni forti già dal primo mattino, impensabile andare avanti. Doppia su doppia raggiungo la base della parete, ore 21, cerco un posto dove dormire e domani mattina correre giù. Inizia a grandinare. Corro al rifugio. Mi riparo nel sottotetto e dormo. Mi sveglio e scendo fradicio e sconfitto. Ago 1 – Giacomo 0. A...

Antecima Est del Disgrazia, Sulla strada della follia

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Sarà che il serpentino è la mia roccia preferita, sarà che mi sono affezionato a tanta gente di questa valle, sarà che sfogliando il primo volume di "Solo Granito" correvo velocemente agli ultimi capitoli che avevano un odore più rustico e sobrio dell'elitario, a volte da puzza sotto il naso, alpinismo della Val Masino, ma la Val Malenco è entrata di diritto nel mio cuore e nei posti dove torno spesso volentieri. "Sulla strada della follia" è una via aperta nell'88 da Bambusi e Meciani, due alpinisti milanesi, sull'Antecima Est del Disgrazia e sale quello di destra di due bellissimi speroni che scendono dalla cresta fino al ghiacciaio. Lo sperone di sinistra verrà poi salito nel 1993 da Vannuccini&co e infine nel 2011 Miotti/Maspes/Comi/Mogavero tracciano l'itinerario più lungo salendo lo sperone più basso e congiungendosi in alto a "Sulla strada della follia". Ero partito con la voglia di passare una lunga giornata di "alta m...

Intervista con... Popi Miotti!

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Montagne Proletarie cresce e tenta di fare un altro passo avanti. L'obiettivo del blog è sempre stato quello di far conoscere vie e montagne poco frequentate rimaste da sempre nella penombra ma meritevoli di attenzione alpinistica. Il passo successivo non poteva che essere quello di provare a presentare anche i personaggi che su queste montagne hanno lasciato in qualche modo traccia. Alpinisti ma non solo, sopratutto montanari, innamorati dei tramonti e delle albe sulle nostre montagne, proprio come tutti noi. Ho scelto di utilizzare un format veloce ma spero incisivo, 10 domande e 10 foto per raccontarvi il più possibile e il più a fondo possibile ciascuno di questi alpinisti. Per primo non potevo che partire dal Popi! Senza togliere sorprese a quello che ci racconterà il Popi in questa intervista per me è stato sicuramente un punto di riferimento per il modo di interpretare l'alpinismo con valore esplorativo, dedicato alla scoperta di nuove possibilità vicino a casa e...