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Cima della Reit, Via Costantini

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Guarda dove vai che ci guadagni in fondo a stare come stai? Piedi a terra e testa fra le nuvole tra un sogno e un incudine Gli Ultimi, Dove Vai Che il calcare dell’Alta Valtellina non sia quello della Marmolada, credo lo sappiano tutti. Nonostante la Costiera della Reit si sviluppi per diversi chilometri, la scarsa solidità della roccia e gli avvicinamenti ravanosi l’hanno sempre tenuta al riparo dagli assalti degli alpinisti. Il suo lato migliore è sicuramente quello che sorride alla conca di Bormio, dove, appena a destra del Becco dell’Aquila, la quota 2750 presenta una parete verticale di circa 400 metri, molto articolata, ma indubbiamente molto bella da scalare. Qui, lungo questo bellissimo pilastro, il 10 luglio 1971, Sergio Pozzi, Gianni Costantini, Renzo Conedera e Walter Palfrader aprirono la loro via, superando difficoltà fino al VI/A1. Più di trent’anni dopo, l’esplorazione di questa parete passa nelle mani di Martino Quintavalla, che, insieme a diversi compag...

Cima Vaga, Via 1° Novembre

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Battistino Bonali, un nome che, per chi frequenta queste valli, è entrato nella leggenda. A 29 anni salì l’Everest lungo la parete nord, superando integralmente il Couloir Horbein per la prima volta, senza ossigeno supplementare e senza portatori. Iconica la sua foto in cima, dove, al posto dei soliti gagliardetti istituzionali, teneva in mano uno straccio con scritto «Grazie Dio». Alpinista di altissimo livello, dal ghiaccio alla roccia, fino allo sci ripido (su YouTube trovate ancora il video in presa diretta della discesa integrale lungo la parete nord dell’Adamello), perse la vita l’8 agosto 1993 lungo la parete nord dello Huascarán, insieme al compagno Giandomenico Ducoli. Intenti a ripetere la via Casarotto, vennero travolti da una scarica di neve e ghiaccio a poche centinaia di metri dalla cima. Insomma, una di quelle figure che, senza finire sulle riviste patinate, ha saputo praticare silenziosamente un alpinismo di alto livello, fatto di ricerca e amore per la monta...

Monte Avio, Diedro dei Ricordi

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Il Monte Avio, insieme alla Cima delle Gole Larghe, sono le sentinelle dello splendido vallone che dal Rifugio Aviolo conduce su fino al Passo delle Gole Larghe. Questo posto ha sempre esercitato un particolare fascino verso di me, soprattutto la bella e articolata parete del Monte Avio, con i suoi canali e le sue placche granitiche. Nella primavera del 2014, con Roberto Comero e Mattia Quarna, avevamo già aperto una via di misto, “Buona la seconda”, che sale proprio una serie di diedri e canaletti sotto la direttiva della cima. L'inizio di questa storia parte proprio da allora! Il nome “Buona la seconda” era nato perché l'idea iniziale era di attaccare il diedrone che incideva regolare tutta la parete ma, dopo pochi metri, il tentativo era naufragato per via delle difficoltà troppo alte e della mancanza di neve e ghiaccio ad aiutare la progressione. Negli anni, tutte le volte che passavo da quelle parti continuavo a fare foto al diedrone, convincendomi sempre di pi...