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Cima di Ponteranica Occidentale, Spigolo Sud Ovest

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La Val Gerola è per me un piccolo backup che tengo nel cassetto delle idee, pronta a salvarmi e a farmi vivere nuove avventure quando le idee iniziano a scarseggiare. Che sia estate o inverno, che si tratti di picche e ramponi, sci o scarpette, mi ha sempre salvato dall’indecisione, regalandomi posti selvaggi e molto belli. Vuoi per i dislivelli contenuti (si parte già in quota: il piazzale di Pescegallo è a circa 1.500 m), vuoi per la quota modesta delle cime (tutte attorno ai 2.000-2.300 m), vuoi per le differenti esposizioni delle pareti, si riesce sempre a scovare un’alternativa fattibile. L’altra sera, spulciando la storica guida del Gig (Le valli del Bitto. Escursionismo, arrampicata e cultura alpina nel Parco delle Orobie Valtellinesi), mi imbatto nella relazione dello spigolo sud-ovest del Monte Ponteranica Occidentale, salito da Ivo Mozzanica e Pino Ciresa nel 1968. Non ho mai conosciuto Ivo Mozzanica, ma il suo nome è molto legato alla Val Gerola e alle sue cime. È...

Punta Longoni, Diretta del Direttore

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Autunno, le prime nevicate, le giornate sempre più corte e i larici dorati. Troppo presto per tirar fuori gli artigli da ghiaccio, ma troppo tardi per le lunghe cavalcate estive. Rimane però la voglia di scalare ancora e di godersi questi ultimi soli prima dell’arrivo del generale Inverno. La Punta Longoni è una delle strutture che caratterizzano l’area attorno all’omonimo rifugio e che sono state ampiamente esplorate da diversi arrampicatori nel corso degli anni, a partire da Popi Miotti. Lo Scerscen, il laboratorio dell’arrampicata malenca in quota, così lo definiva un vecchio articolo sul blog di Rampik. Di tutte le strutture, la Punta Longoni è la più lunga, con circa 200 metri di sviluppo, ottimo serpentino e una discesa a piedi facile e sbrigativa. A oggi conta cinque vie, tutte aperte da Popi Miotti con diversi compagni negli anni Ottanta e Novanta. Il plus di queste vie è che attaccano sopra la strada che da San Giuseppe conduce all’ex Rifugio Scerscen, con un av...

Cima della Reit, Via Costantini

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Guarda dove vai che ci guadagni in fondo a stare come stai? Piedi a terra e testa fra le nuvole tra un sogno e un incudine Gli Ultimi, Dove Vai Che il calcare dell’Alta Valtellina non sia quello della Marmolada, credo lo sappiano tutti. Nonostante la Costiera della Reit si sviluppi per diversi chilometri, la scarsa solidità della roccia e gli avvicinamenti ravanosi l’hanno sempre tenuta al riparo dagli assalti degli alpinisti. Il suo lato migliore è sicuramente quello che sorride alla conca di Bormio, dove, appena a destra del Becco dell’Aquila, la quota 2750 presenta una parete verticale di circa 400 metri, molto articolata, ma indubbiamente molto bella da scalare. Qui, lungo questo bellissimo pilastro, il 10 luglio 1971, Sergio Pozzi, Gianni Costantini, Renzo Conedera e Walter Palfrader aprirono la loro via, superando difficoltà fino al VI/A1. Più di trent’anni dopo, l’esplorazione di questa parete passa nelle mani di Martino Quintavalla, che, insieme a diversi compag...