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Visualizzazione dei post con l'etichetta Adamello

Corno delle Pile, Via degli Amici

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Il Tredenus è, insieme al Salarno, uno dei templi dell'arrampicata in Adamello. Meta prescelta dei "ragazzi" di Breno che negli anni hanno scritto diverse pagine in questo angolo di paradiso: Ducoli, Taboni, Moscardi, Comensoli solo per citarne alcuni. La via degli Amici sale la placconata ovest del Corno delle Pile, una lavagna uniforme e solcata da esili fessure, costante nella pendenza per circa 200mt. E' sicuramente una via impegnativa: un'arrampicata che alterna tratti di precisione a incastri in fessura, sempre in grande esposizione per i primi 5 tiri e con pochissime protezioni fisse sui tiri. La parte superiore invece segue lo spigolo con una divertente arrampicata classica di III e IV. Bravissimi Ducoli e Taboni, i primi salitori nel 94', a avventurarsi su una placca così compatta con qualche chiodo e poco materiale, level!! I gradi sulla carta non sembrano impegnativi ma non sono propriamente larghi, meglio avere un filo di margine. Discesa ...

Corno di Salarno Occidentale, Via Lupo d'Argento

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La Val Salarno, tempio magico del granito adamellino, luogo di culto per noi peccatori in cerca di redenzione. Decine di montagne e centinaia di vie, le più mitiche, le più ingaggiose, le più visionarie, le storiche. I nomi magici che da qui sono passati: Bramani, Roversi, Preti, Battaini, Sacchi, Chiaf e le loro firme lasciate con etica ferrea e con una grandissima capacità di guardare al futuro preservando il terreno d’azione anche per chi sarebbe arrivato domani. “Nel 1981, data della mia prima visita in Val Salarno, la vista frontale delle pareti del Corno e del Cornetto, sulle quali non esisteva alcuna via di salita (tranne la classica Bramani-Oppio) aveva acceso il miraggio di un nuovo Eldorado, una miniera da cui avremmo attinto a piene mani le luccicanti ricchezze del "Made in USA", delle scalate libere e difficilissime, come le grandi placche ed i pilastri inaccessi garantivano. Già dal primo assaggio scoprimmo invece una dimensione diversa, di salite che si p...

Avancorpo delle Gole Larghe, Un sogno per Ettore

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Il vallone delle Gole Larghe è un posto magico circondato da montagne dai nomi sinistri e poco frequentate, anche dalle vie normali. Il Pornina, il Vallaro, l'Avio e infine le Gole Larghe, 4 cime a fare da custodi a questo lungo vallone. Una delle cose più incredibili è come si passi, in 5 minuti, dal chiasso controllato dei tanti escursionisti in pellegrinaggio al Lago Aviolo e all'omonimo rifugio al silenzio più totale del vallone delle Gole Larghe da dove, nella parte alta, guardando giù si vede il rifugio e tutta la sua fiumana colorata. Circa a metà del vallone è impossibile non notare una grossa parete di roccia che, sostanzialmente, è un avancorpo della cima delle Gole Larghe. Tonalite ottima e un discreto sviluppo hanno portato Matteo Iacuone e Giuseppe Rocca il 12/08/2020 a fantasticare prima e aprire poi una bella via sull'avancorpo: "Un sogno per Ettore". La via è molto bella, segue per due tiri un camino per poi continuare lungo placche e murett...

Monte Folletto, dalla Val di Lares

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In cerca di pace e solitudine andiamo a esplorare il lato trentino dell'Adamello che, oscurato dal vicino gruppo del Brenta, regala sempre spazi immensi, discrete ravanate e nessun incontro umano. Decidiamo di esplorare una laterale della Val Genova, proprio sopra Pinzolo, la Val di Lares la cui sommità porta al vasto ghiacciaio con le cime più importanti di questo lato adamellico: il Carè Alto, il Corno di Cavento e il Crozzon di Lares. Gli ingredienti per una ricetta entusiesmante sono pochi ma ben definiti: 800mt con gli sci in spalla 1600mt di dislivello con gli sci tracce di Orsi e Lupi ovunque Persone incontrate: 0 Bagno nel fiume a fine gita Alla fine siamo finiti sulla cima del Monte Folletto, incredibilmente scialpinistica, con una vista spaziale su tutto il gruppo dell'Adamello e del Brenta. Insomma, se avete voglia di avventura e spazi immensi e solitari la Val di Lares potrebbe essere la scelta giusta!

Pizzo Badile Camuno, Via del Cinquantenario

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Sul Badile (quello vero) alla scoperta di questa linea intrigante che solca la parete Ovest, la più bella, quella che cattura l'occhio anche dal fondovalle. La via è stata aperta nel 1997 da E.Albertelli, A. Ronchi, L. Morelli e dedicata al cinquantesimo del CAI Cedegolo. Solca per intero i 200mt di roccia sopra la Fasà (la lunga cengia che taglia tutto il Badile Camuno) regalando situazioni sempre diverse e inaspettate. E' una via molto alpinistica, su roccia spesso non ideale e che richiede capacità di proteggersi in maniera adeguata su un terreno che non lo permette facilmente. Durante la nostra ripetizione abbiamo lasciato un chiodo alla sosta del primo tiro e un chiodo alla sosta del penultimo, ora tutte le soste hanno un chiodo. Consigliatissimo martello e una scelta di 4/5 chiodi. Potete trovare la relazione qui oppure sull'ottimo libro di Edo Balotti "Arrampicare in Adamello". Inutile dire che noi l'abbiamo trovata bellissima!!!