Punta del Lago, Farewell

“Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia”
F. Guccini, Addio

Seconda superiore.
Ora buca per prof in malattia.
Greta Bersani, idealmente perfetta nell’imperfezione dell’adolescenza.
Vuoi ascoltare?
Mi allunga una cuffia di un iPod bianco, i primi modelli usciti sul mercato, giornate intere su eMule a scaricare brani su brani.


Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
Che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
E voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni
Da qualche parte un giorno, dove non si saprà
Dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà
Da qualche parte un giorno, dove non si saprà
Dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà
F. Guccini, Stagioni

Una folgorazione, un lampo, Bolt sui 100 mt.
Fu quello il mio primo incontro con il Maestro, un incontro politico di vedute vicine, di affinità nel sentire, del sentirsi dalla stessa parte della barricata.
Con gli anni il Maestro diventò un compagno di viaggio assiduo e onnipresente nel lungo cammino della vita e conoscendoci meglio scoprii pian piano che il lato politico era un tassello di un puzzle molto più grande; quello del lato umano dove ancora di più trovavo similitudini e un percorso simile.

“ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare”
F. Guccini, Quattro Stracci

Abbiamo appena finito di mangiare un krapfen sul tavolo più bello della Val Malenco: Pradasc, custode della Val Sassersa e delle sue pietre.
Sai perché si chiama Val Sassersa? L’è noma sasc!
Io e Ale saliamo verso la Punta del Lago con l’obiettivo di salire la parete sud est affacciata sui laghi di Sassersa e promettente di ottimo serpentino.
Mi trovo bene con Ale, ci vediamo poco ma c’è affinità intellettuale, come col Maestro, ci parlo volentieri e anche se siamo su due pianeti opposti c’è un ponte di collegamento che mi regala una piacevole sensazione di tranquillità interiore.
I tiri si susseguono e le intuizioni sono buone, l’arrampicata è divertente, esposta, su roccia ottima.
Ci alterniamo al comando per 8 tiri fino a giungere sulla cima e creare un piccolo ometto di sassi.
Parola dopo parola, passo dopo passo, torniamo a Pradasc, dove gli amici di Ale ci rifocillano e, stesi sul prato, parliamo di tanti altri progetti.
Dai, senti il Mastabbia che ci beviamo una birra con lui!
L’epilogo è talmente scontato che non ha senso raccontarlo.
Il freno a motore del Caballero sembra una melodia mentre perdiamo quota verso Chiesa con il saccone sulle spalle e senza casco.
Poesia.
Ti va se la chiamiamo Farewell? Il Maestro è andato verso lidi migliori qualche giorno fa, sarebbe un bel modo di ricordarlo.
Sorrido, annuisco, non potrebbe chiamarsi in nessun altro modo di questo sono certo.

“Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d' estate con qualcosa di fragile come le storie passate”
F. Guccini, Farewell



INFO UTILI:
La Punta del Lago è una bellissima montagna di serpentino a picco sopra i laghi di Sassersa. Sulla sua parete sud era già stata tracciata una via da Maspes&Co invece sulla parete sud est non abbiamo trovato nessuna informazione nota di ascensioni.
Non escludo che qualche malenco negli anni possa gia aver fatto delle salite qui.
Abbiamo deciso di chiamare la via “Farewell” e si compone di 8 tiri su roccia sempre ottima e difficoltà continue.
Abbiamo lasciato 4ch e 2 cordoni in tutto.
Con la relazione che lascio di seguito, le foto in azione e il tracciato disegnato sulla parete si dovrebbe ripetere senza troppi sforzi.
Una serie abbondante di friend fino al 3, dadi e martello bastano per una ripetizione!!


RELAZIONE
Avvicinamento:
Da Chiesa in Valmalenco raggiungere la frazione di Primo dove si parcheggia e si imbocca il sentiero che, passando da Pradasc, conduce in Val Sassera. Raggiunti i laghi si costeggiano attraversando il ghaione fino a giungere all’attacco della parete. 2h e 30 da Primolo.
La via:
L1: attaccare lo sperone salendo dritti (cordino su spuntone a 10mt da terra) puntando a un evidente tetto triangolare nero, superarlo sulla sinistra e salire la ripida paretina sopra la cengia (ch lasciato) e continuare dritti. Quando il terreno si abbatte traversare a destra a delle cenge dove si sosta su spuntone (lasciato ometto). 50mt V+
L2: salire lungo il facile canale puntando all’evidente diedro di roccia nera che si sale interamente con arrampicata tecnica. Un tratto finale in camino (ch lasciato) porta a terreno appoggiato dove si sosta su spuntone. 50mt V+
L3: salire a sinistra della sosta sul filo dello sperone e seguirlo con arrampicata entusiasmante obliquando leggermente verso sx. Un’ ultima placca (ch lasciato) conduce alla grossa cengia di metà parete dove si sosta su spuntone 60mt V+
L3 bis: trasferimento su cengia verso sinistra alla base del grosso sperone roccioso che scende dalla cima (ometto alla base) 50mt
L4: salire lo sperone grazie a un diedro, prima appoggiato poi più verticale fino a sostare su un terrazzino alla sx. 60mt IV+
L5: salire qualche metro nel diedro e poi superare la verticale parete a dx (cordone lasciato) giungendo sul filo dello spigolo e continuando su terreno più facile fino a incontrare una placca rossa (ch lasciato) che si supera con passo delicato per continuare sempre sullo spigolo fino a un grosso terrazzo dove si sosta su spuntone (ometto). 60mt V+
L6: puntare all’evidente pilastro roccioso rosso sulla destra per rocce facili e contornarlo sulla sinistra fino a un terrazzo. Sosta su spuntone e ometto 50mt IV
L7: salire il diedro sulla destra su grossi blocchi rotti (cordone lasciato) ma stabili fino a sbucare in cima. 30mt V
Discesa:
Dalla cima si scende per facili placche di serpentino sul versante opposto fino a incontrare un salto di roccia.
Da qui si può disarrampicare per un sistema di cenge sulla sinistra (passi di III) oppure attrezzare una doppia da 60mt su spuntone che deposita a terra.
In breve si scende il ghiaione che conduce al sentiero della Val Sassersa.

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