Antecima Est del Disgrazia, Sulla strada della follia
Sarà che il serpentino è la mia roccia preferita, sarà che mi sono affezionato a tanta gente di questa valle, sarà che sfogliando il primo volume di "Solo Granito" correvo velocemente agli ultimi capitoli che avevano un odore più rustico e sobrio dell'elitario, a volte da puzza sotto il naso, alpinismo della Val Masino, ma la Val Malenco è entrata di diritto nel mio cuore e nei posti dove torno spesso volentieri.
"Sulla strada della follia" è una via aperta nell'88 da Bambusi e Meciani, due alpinisti milanesi, sull'Antecima Est del Disgrazia e sale quello di destra di due bellissimi speroni che scendono dalla cresta fino al ghiacciaio.
Lo sperone di sinistra verrà poi salito nel 1993 da Vannuccini&co e infine nel 2011 Miotti/Maspes/Comi/Mogavero tracciano l'itinerario più lungo salendo lo sperone più basso e congiungedosi in alto a "Sulla strada della follia".
Ero partito con la voglia di passare una lunga giornata di "alta montagna" in un ambiente di prim'ordine senza troppe aspettative sull'arrampicata pensando a una via molto discontinua e mai troppo difficile.
Ebbene, ennesima sorpresa della Val Malenco: la via è un piccolo gioiellino con tiri spaziali su fessure perfette dove godere appieno del gesto.
Con Carletto alla sua ultima via prima del break di Agosto (lo attende la Corsica e il GR20), sempre bello legarsi insieme!!
Consigli per l'uso:
Avvicinamento: Noi abbiamo raggiunto il Rifugio Bosio con le e-bike e abbiamo preso il sentiero per l'Ex Rifugio Desio. Non conviene prendere il primo bivio per il passo di Cassandra ma continuare lungo la valle e imboccare il secondo bivio, più alto.
La parete da qui è ben visibile e la si raggiunge su sfasciumi e placche di serpentino fino al ghiacciaio.
Il ghiacciaio è piccolo ormai, non presenta problemi di crepi e anche la terminale l'abbiamo trovata ben chiusa (nonostante l'anno con pochissima neve) ma la pendenza per andare all'attacco non è soft (direi un 40°) quindi attrezzatevi di conseguenza (noi avevamo ramponcini soft su scarpe da avvicinamento e picca).
La via: La relazione di Solo Granito e il tracciato sono (incredibilmente) corretti.
Raggiunte le cenge alla base della parete noi abbiamo scalato un tiro su un diedro obliquo nero, facile ma molto bello e permette di scalare al posto che aggirare il salto per terreno facile.
Abbiamo lasciato un ometto alla base del tiro (nelle foto del report si vede).
Usciti dal tiro si continua per terreno facile e si imbocca un canale verso sinistra fino a una cengia verso destra (altro ometto lasciato).
Da qui con un tiro si è alla base del diedro che da la direttiva alla via, impossibile perdersi.
Abbiamo trovato un chiodo alla sosta del primo tiro del diedro ostruito.
Come materiale con una serie e mezza di friend si fa tutto, martello e chiodi non necessari.
La discesa: Semplice ma lunga. Si scende sostanzialmente tutta la cresta fino al passo di Cassandra per terreno facile e smosso con alcuni passaggini di semplice arrampicata.
Dal passo in giù è una lunga distesa di sassi fino al laghetto di Cassandra, niente di difficile ma... portare pazienza!!!
























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