Cavalcorto, Via dei Comaschi
Non fai in tempo a arrivare a San Martino che te lo trovi lì, sparato in fronte, un obelisco di granito come l'occhio di Sauron che sorveglia la Val Masino e i suoi abitanti.
Il Cavalcorto è impossibile da non notare, è una di quelle montagne che fanno partire la fantasia come un cavallo a galoppo sognandoti appeso "9000 metri sopra i prati" per davvero.
Sulle sue pareti Sud, Sudest e Est vi sono tracciati diversi itinerari, dai più classici fino all'alpinismo sportivo, tutti rimasti abbastanza nel mistero e di cui si trovano poche e saltuarie informazioni.
Io e Andre abbiamo salito la "Via dei Comaschi" aperta nel 1953 da P.Bernasconi, M.Bignami, V. Meroni a oggi uno degli itinerari più ripetuti di questa montagna (non fraintendetemi, la coda non la fate!) che sale lungo la parete SE accanto allo spigolo vero e proprio con bellissimi tiri di arrampicata su un granito perfetto, protezioni e soste pressochè assenti e una discreta verticalità.
La discesa in Val Sione è la chicca di questa gita, un posto selvaggio e appartato dove perdersi e respirare ancora profumo di avventura!
Il Masen è sempre il Masen!
Ps: Pascal Van Duin e Beno hanno effettuato la prima discesa con gli sci dal Cavalcorto il 16/03/2010, veramente una discesa super, trovate il racconto di Beno Qui
"ho capito che la pienezza, l’essenza delle cose si raggiunge quando non si ha più nulla da togliere e non quando non trovi più nulla da aggiungere."
INFO UTILI: Noi abbiamo tribulato, non poco, a trovare l'attacco. Le relazioni delle due guide moderne più vendute sul mercato sono imbarazzanti e copiate (male) da altre guide più storiche. Bisognerebbe davvero chiedersi se valgono i 40€ che hanno il coraggio di chiedere.
Sostanzialmente una volta salito il canale erboso che porta alla selletta del Cavalcorto si continua per muretti (con passaggi non stupidi) e tratti più facili fino a giungere a una grande cengia allo sbocco del canale che divide la Cima del Cavalcorto dall'Antecima Nord.
La via attacca esattamente sul lato sinistro dello sbocco del canalone per delle placche che conducono a un corto diedro/camino formato da questi massi enormi dentro al canale, usciti da questo tiro vi troverete su una cengia sotto a un diedro (che sembra più 6c che V) e a destra, se guardate bene troverete una fiammante sosta a spit.
Siete sulla via giusta!! Salirete il diedro stando più spesso in placca per lame divertenti e in due tiri arriverete alla selletta sullo spigolo.
Da qui le relazioni attuali sono corrette e non ci si sbaglia più!
La foto del diedro del secondo e terzo tiro:
Capitolo discesa:
Noi siamo scesi dalla Val Sione e, in 2h e 30, senza correre, facendo foto, bevendo l'acqua nei torrenti, eravamo con le chiappe al bar a San Martino.
Questo permette di: portarsi una singola da 50mt, evitarsi 10 doppie, vedere un posto bellissimo, fare un bell'anello per quando pubblicherete l'attività.
Insomma, guardate voi, ma per noi è la soluzione migliore!
Per il resto bastano una serie di friend, nut e un bel martello per ribattere i (pochi)chiodi!
















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