Cima di Ponteranica Occidentale, Spigolo Sud Ovest
La Val Gerola è per me un piccolo backup che tengo nel cassetto delle idee, pronta a salvarmi e a farmi vivere nuove avventure quando le idee iniziano a scarseggiare.
Che sia estate o inverno, che si tratti di picche e ramponi, sci o scarpette, mi ha sempre salvato dall’indecisione, regalandomi posti selvaggi e molto belli.
Vuoi per i dislivelli contenuti (si parte già in quota: il piazzale di Pescegallo è a circa 1.500 m), vuoi per la quota modesta delle cime (tutte attorno ai 2.000-2.300 m), vuoi per le differenti esposizioni delle pareti, si riesce sempre a scovare un’alternativa fattibile.
L’altra sera, spulciando la storica guida del Gig (Le valli del Bitto. Escursionismo, arrampicata e cultura alpina nel Parco delle Orobie Valtellinesi), mi imbatto nella relazione dello spigolo sud-ovest del Monte Ponteranica Occidentale, salito da Ivo Mozzanica e Pino Ciresa nel 1968.
Non ho mai conosciuto Ivo Mozzanica, ma il suo nome è molto legato alla Val Gerola e alle sue cime.
È mancato qualche anno fa, durante il periodo del Covid.
Qui trovate un bel ricordo di lui.
Parto così con Zubo e Steve alla volta della Valle del Bitto e già durante l’avvicinamento capiamo che sarà una giornata avventurosa.
La recente nevicata ha lasciato il segno e tutte le rocce su cui camminiamo sono verglassate: non si sta in piedi!
Fortunatamente, quando ci innalziamo lungo lo spigolo, troviamo condizioni migliori che ci permettono di procedere spediti.
Le giornate iniziano a essere corte!
Cedo la corda a Steve per il tiro chiave e lo vediamo sparire tra un camino e una placca.
Ogni tanto cade giù un po’ di neve e, in sosta, io e Zubo non capiamo bene cosa stia succedendo.
Steve procede con cautela, senza correre, e quando finalmente recupera le corde e lo seguiamo capiamo il misfatto: le placche alte, all’uscita della via, sono tutte verglassate e coperte di neve e ghiaccio.
Con le scarpette non si sta in piedi è già la seconda volta che lo dico!!
Cambio scarpe e, con cautela, raggiungiamo l’aerea cima, con l’ultimo sole a baciarci e a scaldarci le ossa.
Altro che birra, oggi al bar tè caldo e biscotti!
Due doppie ci conducono nel vallone del Ponteranica, dove avanziamo nella neve fresca, alta 20 cm, fino al lago di Pescegallo e poi giù alla macchina.
Due Weiss, un panino e si riparte in direzione Sondalo, felici e contenti.
Anche questa volta la Val Gerola non ci ha deluso.
A Sondrio però ci sorge un dubbio:
Non dovevano essere tè e biscotti?
Consigli per l'uso:
La via sale lungo lo spigolo sud-ovest del Monte Ponteranica Occidentale, su roccia sempre ottima, con difficoltà continue di IV grado.
Lungo la via si trovano alcuni vecchi chiodi dei primi salitori e qualche raro fix di sosta.
È sempre possibile integrare bene le protezioni con una serie di friend.
Dalla cima, una calata da 60 m conduce alla selletta tra il Monte Ponteranica Occidentale e il Dentino (caratteristica formazione rocciosa, ben riconoscibile anche da valle).
Dalla selletta, scendendo per pochi metri verso il vallone di Ponteranica, si trova un grosso masso incastrato con cordone. Un'altra doppia da 40 m conduce ai ghiaioni e, da questi, al sentiero.
È sicuramente possibile scalare anche il Dentino e proseguire poi con la traversata verso il Ponteranica Centrale!
Che sia estate o inverno, che si tratti di picche e ramponi, sci o scarpette, mi ha sempre salvato dall’indecisione, regalandomi posti selvaggi e molto belli.
Vuoi per i dislivelli contenuti (si parte già in quota: il piazzale di Pescegallo è a circa 1.500 m), vuoi per la quota modesta delle cime (tutte attorno ai 2.000-2.300 m), vuoi per le differenti esposizioni delle pareti, si riesce sempre a scovare un’alternativa fattibile.
L’altra sera, spulciando la storica guida del Gig (Le valli del Bitto. Escursionismo, arrampicata e cultura alpina nel Parco delle Orobie Valtellinesi), mi imbatto nella relazione dello spigolo sud-ovest del Monte Ponteranica Occidentale, salito da Ivo Mozzanica e Pino Ciresa nel 1968.
Non ho mai conosciuto Ivo Mozzanica, ma il suo nome è molto legato alla Val Gerola e alle sue cime.
È mancato qualche anno fa, durante il periodo del Covid.
Qui trovate un bel ricordo di lui.
Parto così con Zubo e Steve alla volta della Valle del Bitto e già durante l’avvicinamento capiamo che sarà una giornata avventurosa.
La recente nevicata ha lasciato il segno e tutte le rocce su cui camminiamo sono verglassate: non si sta in piedi!
Fortunatamente, quando ci innalziamo lungo lo spigolo, troviamo condizioni migliori che ci permettono di procedere spediti.
Le giornate iniziano a essere corte!
Cedo la corda a Steve per il tiro chiave e lo vediamo sparire tra un camino e una placca.
Ogni tanto cade giù un po’ di neve e, in sosta, io e Zubo non capiamo bene cosa stia succedendo.
Steve procede con cautela, senza correre, e quando finalmente recupera le corde e lo seguiamo capiamo il misfatto: le placche alte, all’uscita della via, sono tutte verglassate e coperte di neve e ghiaccio.
Con le scarpette non si sta in piedi è già la seconda volta che lo dico!!
Cambio scarpe e, con cautela, raggiungiamo l’aerea cima, con l’ultimo sole a baciarci e a scaldarci le ossa.
Altro che birra, oggi al bar tè caldo e biscotti!
Due doppie ci conducono nel vallone del Ponteranica, dove avanziamo nella neve fresca, alta 20 cm, fino al lago di Pescegallo e poi giù alla macchina.
Due Weiss, un panino e si riparte in direzione Sondalo, felici e contenti.
Anche questa volta la Val Gerola non ci ha deluso.
A Sondrio però ci sorge un dubbio:
Non dovevano essere tè e biscotti?
Consigli per l'uso:
La via sale lungo lo spigolo sud-ovest del Monte Ponteranica Occidentale, su roccia sempre ottima, con difficoltà continue di IV grado.
Lungo la via si trovano alcuni vecchi chiodi dei primi salitori e qualche raro fix di sosta.
È sempre possibile integrare bene le protezioni con una serie di friend.
Dalla cima, una calata da 60 m conduce alla selletta tra il Monte Ponteranica Occidentale e il Dentino (caratteristica formazione rocciosa, ben riconoscibile anche da valle).
Dalla selletta, scendendo per pochi metri verso il vallone di Ponteranica, si trova un grosso masso incastrato con cordone. Un'altra doppia da 40 m conduce ai ghiaioni e, da questi, al sentiero.
È sicuramente possibile scalare anche il Dentino e proseguire poi con la traversata verso il Ponteranica Centrale!
















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