Pizzo Gro, Le Ragazze Crescono
Di tutte le vallate orobico-valtellinesi, la Val Vedello è quella con il maggior concentrato di pareti interessanti per l’arrampicata, con un discreto sviluppo e roccia particolarmente solida.
Il Pizzo Gro si inserisce perfettamente in questo contesto, con la sua parete nord: 400 m di bella roccia a picco sulle vecchie miniere di uranio.
La storia di questa parete ha inizio nel 1985, quando Dario Rota, insieme ai fratelli Calegari, traccia la “Diretta” lungo l’evidente diedro centrale della parete.
Da qui, le visite a questo angolo di Orobia saranno poche.
Nel 1986, sempre Dario, con M. Arosio e G. P. Manenti, apre la via “Claudio Carrera”.
Nel 2010, P. Arosio e M. Alebardi salgono all’estremità destra della parete “Il Morso dell’U-Ragno”.
Arriviamo al 2018, quando Michele Cisana, insieme a Roberto Canini, sale “Le ragazze crescono” lungo una bellissima successione di diedri e fessure sul lato sinistro della parete.
Dopo la salita della “Diretta”, qualche anno fa, insieme ad Albi, la via di Cisana aveva catturato la mia attenzione e l’avevo messa nella wish list di quelle da fare prima o poi.
Passa il tempo e mi trovo con la Doc in Val Vedello, finalmente a scuriosare su questa via.
Ci divertiamo scalando tiri molto belli e su roccia sempre ottima, in questo angolo di Orobie che ormai mi è un po’ entrato nel cuore.
Giù di corsa dal vallone e i pensieri tornano alla discesa in sci con Steve e Carletto: che colpaccio, ragazzi! Magica la classe del ’68!
Torniamo di corsa alla macchina, non prima che la Doc abbia un incontro diretto con un mega viperone orobico, infastidito, giustamente, dalla presenza umana e pronto al combattimento.
Orobie, no? What else?
Consigli per l’uso:
La via sale con 11 tiri la parete nord del Gro; alcuni sono concatenabili. Noi dovremmo averne fatti 7/8.
Michele e il compagno, dopo aver salito la via trad, hanno deciso di lasciare a spit le soste e aggiungere qualche spit lungo i tiri.
Per una ripetizione, una serie di friend fino al 4 basta.
Attacco evidente, con chiodo e cordino.
Gradazione della via abbastanza soft, in linea con i gradi di oggi diciamo.
Finita la via, un centinaio di metri facili portano sotto il torrione che difende la cima del Gro. Si sale con facile ma esposta arrampicata (III, possibile doppia in discesa su cordino).
La discesa più sbrigativa avviene dal grosso vallone NW, per sfasciumi e tratti di facile arrampicata, fino al grosso salto finale, che si scende con due calate da 60 m.
In giro trovate cordini, ma è meglio prevederne due d’abbandono: le possibilità sono tantissime e non è così facile reperirli.
Qui trovate la relazione della via.
Qui la relazione della discesa.
Buone ripetizioni!
PS: A Marzo 2025 con Stefanino e Carletto abbiamo effettuato quella che dovrebbe essere la prima discesa dal Gro con gli sci.
Abbiamo sciato il vallone NW con una sola calata di 15mt intermedia e chiaramente le 2 finali prima del salto verticale.
Metto qualche foto per eventuali ripetitori!!
Il Pizzo Gro si inserisce perfettamente in questo contesto, con la sua parete nord: 400 m di bella roccia a picco sulle vecchie miniere di uranio.
La storia di questa parete ha inizio nel 1985, quando Dario Rota, insieme ai fratelli Calegari, traccia la “Diretta” lungo l’evidente diedro centrale della parete.
Da qui, le visite a questo angolo di Orobia saranno poche.
Nel 1986, sempre Dario, con M. Arosio e G. P. Manenti, apre la via “Claudio Carrera”.
Nel 2010, P. Arosio e M. Alebardi salgono all’estremità destra della parete “Il Morso dell’U-Ragno”.
Arriviamo al 2018, quando Michele Cisana, insieme a Roberto Canini, sale “Le ragazze crescono” lungo una bellissima successione di diedri e fessure sul lato sinistro della parete.
Dopo la salita della “Diretta”, qualche anno fa, insieme ad Albi, la via di Cisana aveva catturato la mia attenzione e l’avevo messa nella wish list di quelle da fare prima o poi.
Passa il tempo e mi trovo con la Doc in Val Vedello, finalmente a scuriosare su questa via.
Ci divertiamo scalando tiri molto belli e su roccia sempre ottima, in questo angolo di Orobie che ormai mi è un po’ entrato nel cuore.
Giù di corsa dal vallone e i pensieri tornano alla discesa in sci con Steve e Carletto: che colpaccio, ragazzi! Magica la classe del ’68!
Torniamo di corsa alla macchina, non prima che la Doc abbia un incontro diretto con un mega viperone orobico, infastidito, giustamente, dalla presenza umana e pronto al combattimento.
Orobie, no? What else?
Consigli per l’uso:
La via sale con 11 tiri la parete nord del Gro; alcuni sono concatenabili. Noi dovremmo averne fatti 7/8.
Michele e il compagno, dopo aver salito la via trad, hanno deciso di lasciare a spit le soste e aggiungere qualche spit lungo i tiri.
Per una ripetizione, una serie di friend fino al 4 basta.
Attacco evidente, con chiodo e cordino.
Gradazione della via abbastanza soft, in linea con i gradi di oggi diciamo.
Finita la via, un centinaio di metri facili portano sotto il torrione che difende la cima del Gro. Si sale con facile ma esposta arrampicata (III, possibile doppia in discesa su cordino).
La discesa più sbrigativa avviene dal grosso vallone NW, per sfasciumi e tratti di facile arrampicata, fino al grosso salto finale, che si scende con due calate da 60 m.
In giro trovate cordini, ma è meglio prevederne due d’abbandono: le possibilità sono tantissime e non è così facile reperirli.
Qui trovate la relazione della via.
Qui la relazione della discesa.
Buone ripetizioni!
PS: A Marzo 2025 con Stefanino e Carletto abbiamo effettuato quella che dovrebbe essere la prima discesa dal Gro con gli sci.
Abbiamo sciato il vallone NW con una sola calata di 15mt intermedia e chiaramente le 2 finali prima del salto verticale.
Metto qualche foto per eventuali ripetitori!!































Commenti
Posta un commento