Corno Gioià, Via Battaini/Sacchi
Ci avviamo verso l’autunno, e come sempre il fisico inizia a sentire bisogno di riposo dopo i lunghi sfruttamenti estivi, ma la voglia è ancora tanta, le giornate sono le più belle dell’estate e il bisogno di respirare si fa sempre più intenso.
La settimana scorsa la lunga galoppata sul Vinci ha acceso la voglia di creste e viaggioni dove muoversi leggeri.
Sabato sul Corno di Dombastone le gambe girano bene e la voglia cresce a dismisura.
Dopo una domenica di relax con Gabri ho tutto il lunedì libero, provo a sentire qualche socio, ma sono tutti occupati.
Qualcuno mi chiede per altri giorni della settimana, ma il meteo mette un sole gigante e io ho deciso che lunedì è lunedì, ho voglia di cime, di spazi aperti, di roccia.
Butto tutto in macchina domenica sera senza una meta precisa, ipotizzo 3 o 4 diverse destinazioni e sarà “la voce” domani a dirmi cosa fare.
Ancora assonato infatti mi trovo a guidare la stretta carreggiata verso Fabrezza, il Salarno mi ha chiamato.
Salto in sella alla bike e… cambio elettronico scarico, fuck!
Parto pedalando come un disperato che nemmeno Pantani sul Mortirolo, con il risultato che arrivo al Prudenzini che sono già da buttare.
L’idea è di salire lo spigolo Sud Ovest del Corno Gioià e completare la traversata scendendo la cresta Nord Est come fecero Severangelo Battaini e Pericle Sacchi nel 1982.
I nostri pionieri, dopo aver fatto la prima salita dello spigolo Sud Ovest, continuarono la traversata scendendo dalla Cresta Bramani/Castiglioni, compiendo così per la prima volta questa traversata.
Il cielo è azzurrissimo e la valle deserta, inizio ad accarezzare il granito e subito mi trovo a mio agio.
Superato lo “scoglio” iniziale e raggiunta la cresta mi ritrovo sotto al tiro chiave, un onesto V+ bello strapiombante.
V+? Ahahahahahahahahaha.
Ma come si fa a non amarli sti due qua?
Conoscendo i miei due polli tiro fuori la corda e mi autoassicuro su questo bel tiro che riporta sul filo di cresta in piena esposizione.
Da qui la via, già bella, diventa fantastica, seguendo il filo di cresta con diversi passaggi impegnativi e aerei.
Raggiungo la vetta, due foto, una barretta, un po' di coca e mi incammino verso la cresta Nord Est.
La scendo velocemente per circa tre quarti, e, quando pensavo di essere salvo, ecco che iniziano i casini: tratti esposti mi costringono a due mezze calate su spuntoni.
Un’ultima doppia da 30 mt mi conduce sui ghiaioni, dove inizio a correre verso il rifugio.
Se girano oggi le gambe, incredibile, avrà fatto bene la vertical Dombastone!
Un piatto al rifugio, due birrette e inforco la bike verso casa.
Arrivato alla malga mi fermo sul tavolo a contemplare un’altra volta la testata del Salarno.
Ci sono posti magici dove senti qualcosa in più, oltre la scalata, oltre le cime.
Scendendo in bici in testa frullano mille pensieri:
Cosa volevi raggiungere?
Che sogno avevi?
Essere leggero?
Non rendere il lavoro il significato di questa vita?
Vivere mille giornate come quando passavi le vacanze su e giù dai rifugi delle Orobie?
Ci sono riuscito?
Ho forse fallito?
Fallire è davvero una sconfitta?
Pensieri che non trovano risposta nella strada tra Saviore e Sondalo, ma rimane intensa in bocca una sensazione e una canzone:
“Lo sapete cos'ha in testa
il mago Walter
quando il trucco gli riesce
e non pensa più a niente?”
Ligabue, Leggero
Consigli per l’uso:
Lo spigolo Sud Ovest è stato salito dalla cordata Battaini/Sacchi nel 1982.
La prima parte dallo scudo all’arrivo in cresta non è nulla di imperdibile, ma l’esplosione di bellezza avviene una volta raggiunto lo spigolo vero e proprio.
I gradi da relazione sono sempre da prendere con le pinze, sul tiro di V+ si trova un chiodo, unico della via.
Una scelta di friend, nut e cordini bastano per una ripetizione.
La cresta Nord Est Bramani/Castiglioni è una buona alternativa alla discesa dalla normale per cordate preparate.
Si disarrampica comunque sempre in grande esposizione, e bisogna muoversi costantemente tra il III e il IV.
È possibile assicurarsi ottimamente e attrezzare calate in pressochè tutti i punti della cresta con un minimo di occhio.
Io avevo una corda da 30mt + 30mt di cordino e ho fatto tutto.
Sotto trovate relazione e foto con l'attacco e la linea da me seguita sullo scudo iniziale.





















Commenti
Posta un commento