Concarena, Dove c'era il mare
Musica, figa e frutti di mare crudi
Per me questa è vita, tu dimmi per cosa sudi
Faccio i soldi veri oppure ritorno sui marciapiedi
Perché penso che la vita è più interessante agli estremi
Marracash, Noi no
Ormai è sera.
Bivacco Baione.
Tre piccoli uomini riposano le loro stanche membra.
Hanno appena salito la via Cassin in Concarena e ora spettano loro ancora 300 metri di dislivello per raggiungere il Passo delle Blese.
Tutta la conca è illuminata dal sole pomeridiano.
«Che belle pareti. Chissà perché nessuno ci ha mai fatto nulla?»
«Ma figurati te! I Camuni hanno fatto più cose di quelle che dicono. Ormai dovresti saperlo bene.»
«Beh, sarebbe bello scalare qua. È un posto proprio mistico.»
Quella sera è finita in birre, festeggiamenti e viaggi in auto al limite del consentito, ma il pensiero di quella conca illuminata dalla luce del tramonto era rimasto impresso.
Tempo un paio di giorni e contatto Fabio, gestore del Rifugio Lissone e amico, chiedendogli informazioni sulla zona.
Mi gira il numero di Ivan (Moscardi), che a sua volta mi gira il numero di Omar (Piccinelli).
Chiedo a lui un po' di informazioni e mi arriva un Drive con diverse relazioni di vie, tra cui una sua, bellissima, che sale il paretone proprio della Bacchetta.
Me ne innamoro.
Il nome, poi, «Dove c'era il mare», è un'esca troppo ghiotta per un sognatore come me.
Passa qualche mese e mi ritrovo in Val Baione con Steve, a tentare di ripetere questa bellissima via.
Il secondo tiro è molto impegnativo: supera due strapiombi con protezioni obbligate e sale un diedro molto tecnico, in piena esposizione.
Che pelo in apertura!
La via prosegue logica e divertente.
Trovo tutto quello che è segnato nella relazione, ci rimane un friend incastrato al penultimo tiro e poi eccoci sulla cima della Bacchetta, tutta per noi.
Steve è entusiasta, io anche.
Chiamiamo Omar per fargli i complimenti.
«Bellissima, la via. Sei stato un po' stretto sui gradi, però. Il secondo tiro è un capolavoro. Chissà in apertura…»
«Ah, pensa che i primi due tiri li ho aperti in solitaria, magari per quello i gradi sono un po' sballati. Poi è arrivato il mio socio, mi sono calato e abbiamo dormito al bivacco, finendo la via l'indomani.»
Io e Steve ci guardiamo e sorridiamo.
Non ci resta che una lunga cavalcata in Val Baione fino alla macchina, chiacchierando del più e del meno, ma con una domanda fissa in testa:
Ma quanto sono forti i nostri amici Camuni?
Consigli per l'uso
La via è stata aperta da Omar Piccinelli e da Davide Bellesi nell'autunno del 2011. Si sviluppa per 8 lunghezze, salendo la parete Nord-Ovest della Cima Bacchetta.
Come materiale consiglio una serie abbondante di friend, martello e chiodi.
Tutte le soste sono su un chiodo + cordone, da integrare.
Lungo i tiri si trovano a volte dei chiodi; con la relazione è comunque impossibile sbagliare.
Gli ultimi 200 metri, dalla fine della via alla cima della Bacchetta, sono facili ma molto marci: valutare con attenzione la progressione migliore.
Discesa dalla normale, senza problemi.
Noi abbiamo spezzato il secondo tiro in due, facendo sosta sulla cengia sotto al diedro, dopo i due tetti (chiodo + friend). Può essere una buona soluzione.
Ci è rimasto un friend rosso incastrato all'inizio della placca di V+ del penultimo tiro, è una bomba!
RELAZIONE:
Attacco:
La parete è ben evidente dal bivacco Baione, si segue il sentiero CAI verso la Cima di Ladrinai e poi si risale tutto il ghiaione fino all'attacco.
La direttiva è un grosso tetto che sbarra la strada per i diedri.
Descrizione dei tiri:
1° tiro: si sale verticalmente su rocce rotte, leggermente a sinistra tenendo la direttiva di un tettino. Sotto il tettino trovi una fessura rovescia con un chiodo (sosta). Un cordino lungo il tiro.
2° tiro: dalla sosta si sale pochissimo traversando nettamente a destra con passaggio delicato si arriva a uno strapiombino. Si supera e si prosegue verticalmente cercando il facile fino alla base di un bel diedero marcatissimo che si percorre interamente per andare a destra una volta finito. La sosta (un chiodo) è dietro uno spigoletto a destra. Diversi chiodi lungo il tiro.
3° e 4° tiro: Si segue l'evidente diedro per un paio di tiri. Soste con Ch+cordone.
5° tiro: si segue ancora il diedro fino a quando si arriva a vedere che questo più sopra diventa friebile e arrivati a un chiodo artigianale si gira nettamente a sinistra per superare uno spigoletto che porta fuori dal diedro. Fuori dallo spigoletto c'è la sosta.
6 tiro: si prosegue dritto (deviando leggermente a sinistra) per puntare un diedrino con spigolo a dx. Si percorre tutto fino a quando la roccia non si abbatte. Sosta dove c'è un cordino su clessidra.
7° tiro: si sale per roccette sulla destra fino a mirare una fessura verticale con un vecchio chiodo. Si supera e ci si ferma in una nicchia appena sopra.
8° tiro: si esce dalla nicchia a sx e si prosegue in verticale qualche metro fino a quando diventa ghiaione e si prosegue fino alla crestina dove su delle roccette c'è un chiodo e si sosta.
9° tiro: si prende a Sx il ghiaione e per qualche tratto delicato si arriva in vetta.






















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