Cima di Gallinera, Persi e Ritrovati
Tone, siamo qui all’attacco della via, non riusciamo bene a capire dove parte, ci aiuti?
Pota, è passato qualche anno, dovete puntare alla scodella che si vede su.
Siamo in 3, di scodelle non ne vediamo proprio, mi sa che sto giro la via non la becchiamo nemmeno se ci impegniamo.
Oh raga, qua ci sono degli spit e una fissa appesa in parete!
Spit? Fissa?
Booooh.
Sarà qualcuno che ha tentato di modernizzare la via del Tone?
Dalle nostre informazioni su questa parete c’era solo questa salita, e non si sapeva nemmeno se fosse mai stata ripetuta.
Gira di qui e gira di là, decidiamo di attaccare lungo il tiro degli spit, perché in alto intravediamo un vecchio cordone con chiodo e pensiamo possa essere la via della V Delegazione, il nostro obiettivo di oggi.
Dopo due tiri ci avviciniamo alla fissa, ed è evidente che non c’entra nulla con la via del Tone, deviamo quindi a destra, cercando la linea logica e scalando tiri bellissimi in diedri e fessure fino a giungere a quella che pensiamo possa essere la “scodella”.
Ok raga, a questo punto le cose sono due: o la via del Tone è lo spigolo a sinistra, e allora abbiamo cannato tutto, oppure è lo spigolo a destra come da relazione, e quindi ci siamo.
Un’oretta più tardi sono con i piedi completamente spalmati su una placca liscia, in piena esposizione sullo spigolo, metto due friend, sbuffo, arrivo in sosta.
Suona il telefono, è il Tone.
Dove siete? Cima? Bello il campanile a metà spigolo eh?
Tone, mi sa che siamo sullo spigolo opposto, però è una figata, tiri impegnativi e roccia stupenda, proviamo a continuare.
Lo spigolo non molla, non c’è un tiro che si possa definire facile, un ennesimo strapiombo preclude la strada.
Proviamo a sinistra?
Non sembra stupido, ma forse si passa.
Canta il martello, suonano i chiodi, arriviamo a un terrazzino a pochi metri dalla vetta, 10 dice l’altimetro.
“Questa è la storia di un vecchio pazzo
Tu forse non lo sai
Che tra chiodi, martelli e bestemmie
Ho imparato a non farmi fregare mai
Mentre rubavo il mestiere mi mise a sedere ho un regalo per te
Con questе mie vecchie tеnaglie
Rompi le maglie e poi vattene via”
Gli Ultimi, Storia di Lanfranco
Una fessura strapiombante mi guarda male.
Vieni qua bello, facile fare il grosso a Migiondo, vieni che ti aspetto.
Mi armo stile Vietcong e grazie a un micro giallo provvidenziale sbuco sulla vetta di questa Cima di Gallinera.
MA CHE FIGATA!!
La via, l’avventura, la possibilità di non lasciare traccia, di inventarsi la salita metro per metro, di non correre dietro a soste attrezzate, a spit a indicare la strada.
La discesa non è impegnativa, ma è molto lunga: è ormai il tramonto quando siamo a Malga Stain, e un cielo rossissimo infuoca tutta la Val Camonica e la Valtellina.
Come un regalo inaspettato anche la Cima di Gallinera e l’Adami si incendiano e ci fanno un sorriso.
Mentre facciamo l’ultimo tratto di sentiero chiamo il Tone, per dirgli che siamo alla macchina ed è andato tutto bene.
Bravi, avete aperto una via nuova, Persa e Ritrovata potreste chiamarla, e poi, meglio così, avete una scusa per tornare ancora sulla Cima di Gallinera che, pota, l’è un gran bel post.
Stamattina mentre guidavo per venire a lavoro ho pensato e ripensato al nome, e forse il Tone aveva ragione, con un piccolo cambiamento:
Persi e ritrovati, anche noi, non solo la via, con questa voglia di metterci in gioco, esplorare, rischiare di fallire, per poi ritrovarci, ritrovare il nostro spirito e la nostra essenza su quelle cime, così remote ma così belle per chi le ha nel cuore.
"Ecco la Terra in permanente rivoluzione
Ridotta imbelle sterile igienica
Una unità di produzione
Unità di produzione
Tecnica d'acciaio
Scienza armata cemento
Tabula rasa elettrificata"
CSI, Unità di Produzione
Consigli per l’uso:
La Cima di Gallinera è una montagna molto bella e selvaggia in alta Val Gallinera, proprio allo sbocco del canalone nord della Roccia Baitone.
Sulla sua parete Sud Ovest nel Luglio del 1984 Tone Moles e Gino Baccanelli tracciano un impegnativo itinerario chiamato la via della V Delegazione.
Nel tentativo di ripeterlo abbiamo aperto una nuova via che sale lo spigolo di destra del grande triangolone della Cima di Gallinera.
Per la nostra via sono necessari una serie e mezza di friend, nuts, martello e qualche chiodo.
Lungo la via non è stato lasciato nulla se non due chiodi nel tiro più impegnativo.
La salita si protegge sempre agevolmente con le protezioni veloci e si svolge su roccia ottima salvo qualche blocco instabile qua e là. Noi abbiamo attaccato i primi due tiri di questa via moderna di cui non abbiamo notizie e che termina a metà parete (ben visibile una fissa).
Non ha alcun senso farlo, è più logico salire due tiri da 50mt su difficoltà classiche per unirsi poi a dove abbiamo cominciato noi la nostra salita, se qualcuno dovesse salirli e mi da una descrizione dettagliata provvedo a inserirla subito nella relazione.
Relazione:
Avvicinamento:
Dal Rifugio Malga Stain si segue il sentiero che si inoltra in Val Gallinera verso il Bivacco Festa.
Raggiunto il fondo della valle quando il sentiero inizia a salire lo si abbandona e si puntano gli evidenti canali tra gli ontani che conducono ai piedi della parete.
La via attacca sulla parte destra della parete lungo delle placconate di roccia chiara molto identificabili, ben visibile in alto a sinistra la fissa della via moderna.
2h da Malga Stain.
Descrizione dei tiri:
L1/L2: Salire le placconate lisciate dal nevaio di roccia ottima cercando le difficoltà minori e puntando all’evidente cengia sotto la parte “strapiombante” della parete. Sosta possibile sui fix della via moderna o comodamente su protezioni veloci. 100mt V/VI
L3: proprio sopra la sosta si alzano due diedri, si sale quello di sinistra, si supera un passaggino strapiombante e si continua lungo il diedro deviando leggermente a destra e superando la parte verticale di parete per poi salire lungo un canale e le sue placche facili fino a sostare su protezioni veloci. V+, 60mt.
L4/L5: siamo ora al centro della grossa conca sotto la parete di Cima Gallinera, ben visibile anche dal rifugio, con due tiri puntiamo all’evidente selletta erbosa a destra dove lo spigolo inizia a impennarsi. III/IV, 120mt.
L6: si attacca lo spigolo cercando il percorso più facile tra le placche di granito fino a sostare alla base di un salto verticale dello spigolo dove si intravede una possibilità di continuare a destra per una placca appoggiata. Come riferimento, dalla selletta erbosa, si vede un’evidente lamone fessurato verticale, dovete andare in quella direzione. V+, 45mt
L7: andare verso destra puntando alla placca appoggiata che conduce sotto lo strapiombo che sbarra la strada, a sinistra una stretta cengia permette di aggirare l’ostacolo e si continua per placchette fessurate aggirando un gendarme sulla destra e sostando, su spuntone, alla base di un salto verticale dello spigolo. V, 45mt
L8: Attaccare lo spigolo lungo il filo puntando all’evidente tetto sopra, arrivati qui traversare per cengia verso sinistra e sostare su dei blocconi alla base di lisce placche chiare. VI, 30mt
L9: spostarsi qualche metro a sinistra e attaccare una placca con lama che permette la dulfer, terminata la lama vedrete a destra un chiodo in piena placca, spostarsi con movimenti delicati e poi salire dritti puntando alla cengia erbosa ben evidente. Un altro chiodo vi permetterà di salire il diedro fessurato e uscire a destra dove si sosta nuovamente sul filo dello spigolo. VI+, 40mt
L10: Ci si sposta qualche metro a destra verso una fessura verticale che si supera, si attacca poi un secondo salto verticale sfruttando delle lame sulla destra della placca e dei funghetti. Lo spigolo ora perde verticalità e si continua per rocce più facili puntando una grande cengia posto sotto un diedro. VI, 50mt
L11: si sale tutto il diedro con facile arrampicata fino a giungere a un gigante terrazzo posto una decina di metri sotto la cima alla base di un’evidente diedro/fessura strapiombante. IV+, 50mt
L12: salire tutto il diedro con passaggi faticosi sbucando in cima. VI+, 15mt.
Discesa:
Dalla cima si scende lungo l’evidente canale che scende nel versante del Rifugio Aviolo.
Quando il canale cambia direzione e gira verso la Val Gallinera va abbandonato a destra per delle facili rocce che adducono a dei gandoni (versante Aviolo). Si scendono fino a dei salti di roccia, qui un provvidenziale facile canale permette di scendere agevolmente e raggiungere il fondovalle dove si punta il sentiero N1 che riporta al Passo di Gallinera.
Da qui facilmente al Rifugio Malga Stain.
La discesa è molto intuitiva e non particolarmente complicata, di certo non è corta!!!

















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