Piz dal Teo, "EstaTeo"


La Val Grosina e la Val Viola sono per noi abitanti dell’Alta Valtellina una piccola terra promessa di montagne e pareti: un El Dorado personale, lontano dai riflettori e con poca storia alpinistica alle spalle, perciò ancora “libero” di avventure e scoperte.
Quando non si ha voglia di macchina, quando non si ha voglia di casino attorno, quando si cerca pace e tranquillità, basta imboccare la strada che da Grosio sale verso Malghera e Eita per ritrovarsi catapultati in un'altra dimensione, dove, finite le strade, non si incontra proprio nessuno.
Durante un giro a piedi con Riki a curiosare lo spigolo nord del Piz dal Teo mi imbatto nelle placconate che si alzano sopra la normale e vanno a terminare sulla cuspide nell’ultimo tratto di salita dello spigolo, pochi metri sotto la vetta.
Convinco Riki a attaccare e dare un’occhiata alla parete, ma tra il poco materiale portato e la grandinata della notte, che ha lasciato le placche fradice, ci caliamo dopo un tiro e mezzo.
La roccia però è bellissima, la linea anche e il tarlo dell’alpinista inizia a fare il suo lavoro…
Infatti, neanche una settimana dopo, in compagnia di Simone, giovane alpinista appassionatissimo di queste valli, ritorno alla carica con tutto il materiale e un percorso ben definito in mente: salire la linea più diretta per sbucare in cima alla cuspide attraversando le due placconate centrali.
Rispetto al tentativo con Riki la roccia è completamente asciutta, e mi permette di attaccare nel punto più basso della parete, dove un piccolo tetto mi mette in difficoltà e richiede dei bei passaggi per essere superato in libera.
Mi infilo nel diedro già salito con Riki, e continuo lungo la parte superiore, bellissima, sino a giungere sul grosso terrazzo alla base delle placconate centrali.
Controllo a destra, a sinistra, ma non c’è modo di fare una sosta decente se si vogliono attaccare le placconate, e così, piantaspit a mano, piazzo un primo spit di sosta.
Mi raggiunge Simo, gasatissimo dalla via e dall’ambiente, e riparto deciso per la placconata, ma, dopo una decina di metri, sono di nuovo fermo a risolvere il rebus.
Sono protetto da un cordino incastrato in un masso traballante, ma la placca risulta improteggibile: provo un paio di volte, ma il rischio di arrivare in testa a Simo con il masso è altissimo…
Pianto quindi un altro spit, e parto per la vena sulla placca, un traverso di 6/7 mt delicato e bellissimo, con un ristabilimento finale che consente di saltare su una cengia.
Riparto sulla seconda placca, arrampicata tecnica e divertente, pianto un paio di chiodi lungo il tiro e dopo 45 mt giungo finalmente in sosta. Un ultimo tiro con un delicato traverso a destra per aggirare gli strapiombi ci conduce proprio in cima alla cuspide.
CHE VIA!!!
Veramente bella, continua e su roccia bellissima.
Proseguiamo lungo lo spigolo nord, e in breve siamo in cima al Teo, dove gli occhi possono gustarsi tutte le montagne di queste splendide vallate.
Un’altra bella avventura dietro casa che difficilmente scorderemo, un’altra via avventurosa da lasciare a chi vorrà fare un alpinismo esplorativo e forse, perché no, un po’ romantico.
Posso dirlo: Val Grosina, Mon Amour!!


Durante il primo tentativo con Riki, notare la grandine accumulata sui terrazzini, sembra neve!

Primo tiro!!

Il diedro del secondo tiro

Le due placche sovrapposte del terzo tiro, cuore della via

Ultimo tiro per la cuspide e poi, tramite lo spigolo Nord si raggiunge la cima


CONSIGLI PER L'USO:
La via risolve la parete est del Piz dal Teo con 4 tiri di arrampicata entusiasmante su roccia sempre ottima.
Le difficoltà non sono altissime ma il terreno richiede buona tecnica alpinistica per trovare sempre le protezioni migliori.
Lungo la via ci sono 7 ch (3 di sosta e 4 di passaggio) e due fix messi a mano (1 di sosta e 1 sul tiro).
Una serie di friend fino al 3, dadi, martello e chiodi sono da portare per una ripetizione.
Finiti i 4 tiri si prosegue con altri due tiri lungo lo spigolo Nord per raggiungere la cima.


RELAZIONE:
Avvicinamento: Da Malghera imboccare il sentiero verso il Bivacco Duilio, appena prima di questo portarsi nella conca sotto il Piz dal Teo (ometti) seguendo quello che è il percorso della via normale.
La via è sempre ben visibile, raggiunta la verticale dell’attacco lasciare la cengia della via normale e superare alcune facili roccette fino al terrazzo erboso.
L1: Salire la placchetta a tacche in direzione dell’evidente tetto (ch, utile friend del 3) che si supera con passo di decisione, si traversa a sinistra per entrare in un diedro fessura che si sale fin sotto un salto strapiombante fessurato, uscire allora a sx con passo di aderenza e per terreno più facile a un terrazzino dove si sosta (ch+friend). 45mt, VI+, poi V+
L2: salire a destra della sosta e proseguire nel bellissimo diedro soprastante (ch), piegare a destra e per un ultimo muretto verticale raggiungere la sosta (spit) su ampio terrazzo. 30mt, VI-
L3: attaccare la placca sopra la sosta per una fessura leggermente a sinistra puntando a uno spit in piena placca, da questo traversare su una splendida vena verso sinistra e con un’ultima rimonta uscire su una grossa cengia. Continuare per placca seguendo le fessure (ch) e con arrampicata impegnativa (ch) puntare a un evidente diedro verticale che si supera uscendo su un terrazzo, da qui facilmente a sinistra rimontare alcune rocce e raggiungere la sosta (2ch). 45mt, VI+
L4: dalla sosta traversare a sinistra e salire l’evidente placca inclinata, al suo termine traversare a destra (ottimo spuntone) e con passaggio aereo effettuare un traverso sotto i tetti fino a raggiungere terreno più facile. Da qui continuare fino in cima alla cuspide dove ci si congiunge allo spigolo nord. Sosta da attrezzare su spuntoni o friend. 45mt, VI
L5: abbassarsi sotto la cuspide e continuare seguendo il facile spigolo che porta all' impennata finale. 60mt, III
L5/L6: salire le rocce più compatte alternando bei passi a terrazzini coperti da detrito fino a giungere in vetta al Piz dal Teo. 100mt, IV+.
Discesa: Per la via Normale del Teo, si ripassa nei pressi dell’attacco quindi volendo è possibile lasciare gli zaini sulla cengia (prima delle roccette che portano al terrazzo).

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