Presolana di Castione, Via G.A.N.
14 anni fa, me lo ricordo come fosse ieri, dopo aver scroccato un passaggio da Colere a Pablo (allora rifugista dell’Albani) io e Pietro svalicavamo il passo Scagnello pronti a attaccare “la NORD” a caccia di G.A.N.
Via aperta dal maestro Spira e che le guide descrivevano come: “la via più lunga del massiccio della Presolana”.
Io 18 anni compiuti da poco lui ancora 14, schiacciati da enormi zaini di 50lt, pronti a affrontare la via con un bivacco in parete.
A ripensarci che matti che eravamo!!
Pietro che si portava i wurstel crudi da mangiare ogni via, che ricordi!
Il tentativo naufragò arrivati al cengione dopo i primi due tiri; nel tentativo di trovare la retta via seguendo l’unico schizzo in nostro possesso ci perdemmo e buttammo le doppie con l’amaro in bocca.
Selfie alla base di G.A.N. dopo il tentativo mal riuscito
G.A.N. rimase lì, passarono le estati ma rimase lì, nel cassetto di quelle vie che prima o poi dovevo andare a trovare.
Il caldo intenso e continuo di quest’estate ha finalmente tracciato un trait d’union tra me e G.AN: senza zaini da bivacco, con qualche anno in più sulle spalle, qualche cicatrice e queste montagne sempre presenti.
Con Carletto e Gaggio (IIIIIIIIIL GAAAAGGGGIO) ci divertiamo lungo l’itinerario aperto nel 1985 da Ennio Spiranelli, Gigi Rota e Antonello Moioli che sale 500mt di parete per 700mt di sviluppo con difficoltà classiche e pochi chiodi a indicare il percorso.
“Gigi aveva adocchiato questa linea, che ci lasciava perplessi rispetto alla qualità della roccia. Due giornate intense passate in parete, tra dubbi sul percorso da seguire, nebbia e roccia talvolta mediocre. Ricordo che sugli ultimi tiri, a causa di un temporale in arrivo, i capelli si drizzavano e l’aria friggeva d’elettricità. Giunti in vetta la gioia è stata immensa. Si tratta ancora oggi di una salita che ha il sapore di antico e che sono tornato a ripetere altre volte. Nel febbraio del 1990 sempre con Gigi ed assieme a Marco Birolini, ci sono tornato d’inverno. Due giorni intensi e freddi per arrivare a capo della nostra linea. Nella stagione fredda questa parete è un po’ il mio piccolo Eiger”
Così racconta Spira di questa parete e di questa G.A.N., un angolo bellissimo e selvaggio di Presolana dove la parete perde la vertiginosa verticalità della Nord dura e pura ma guadagna in grandiosità e magnificenza dell’ambiente.
Tornare in Presolana è sempre un tuffo nei ricordi dove tutto è cominciato e forse la cosa più bella e che, nonostante tutto, la fiammella brucia ancora.
Esisteranno sempre avventurieri: esseri sradicati, incapaci di adattarsi, costantemente in partenza, che non hanno mai tregua e stanno sempre con un piede sollevato. Se vedono una montagna devono scalarla, se vedono un baratro ci si devono tuffare, se scoppia una tempesta si piazzano con il viso controvento. Si portano dietro una sorta di eterno prurito. A volte riescono nell’impossibile: d’un tratto il sole li riscalda in faccia.
Mikael Niemi “Il manifesto dei cosmonisti”
Consigli per l’uso:
Le relazioni sui libri di oggi sono affidabili e precise, volendo evitare i primi due tiri di artificiale si possono salire le vicine prime lunghezze di “In cammino con Marco e Cornelio” con difficoltà di V e ricongiungersi a G.A.N. sul cengione.
Una serie di friend e nut basta, martello e chiodi possono servire, meglio averli.
La roccia in via non è male, bisogna comunque spesso dare un’occhiata a cosa si tira, non siamo in falesia!














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